20060711@2245
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| raggi
1.non sapevano a cosa andavano incontro.come tutti.sfido io a capirlo, per delle pecore allenate a tenere il muso raso suolo, tendere le narici a brillare contro l'azimut deve essere uno sforzo non da poco.
si ritrovarono cosi' a rasentare la parvenza di vedere quella luce, e luce era, ma non del sole che credevano loro; quello era tramontato da anni.
2.il guardiano del faro sapeva che il suo compito era quello di tenere alto il baluardo della loro speranza, e quindi con rispetto verso se stesso, e verso essi soprattutto (lo spiegava spesso a sua moglie, scettica), cosi' pronti all'approdo, continuamente.
il suo era un mestiere sostanzialmente onesto, si'; non aveva nulla da rimproverarsi. e di notte, si vedevano anche le stelle, al buio.
3.la storia potrebbe non avere fine, ma questo io non lo so. anche il solo immaginare che ci sia qualcuno che si specchia nell'opaco mi invita a far giravolte a occhi chiusi, ma senza alcuna necessita' di bendarmeli.
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20051030@0200
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un'altra pioggerellina di spontanee iscre dalla notte negata dal grigiore insito nell'eccessivo annidamento sintattico di questa proposizione che ormai sta degenereando in una logorrea quasi fine a se stessa, la cui ragion d'essere era e rimane la soppressione di un ronzio di fondo che e' capace di insinuarsi nel sistema nervoso centrale , e capace di convivere con la lentezza con cui questa sfera gratta questo foglio, sintomo di una scissione delle mie persone, ormai quasi tutte dedite alla alla sensazione di leggera compressione toracica dovuta alla gravita' della massa spugnoso-cartilagineo-osteo-ematica che porge il ventre al letto, ma tormentata e punzecchiata col freddo ai piedi da un batticuore da afterhour elettromagnetico; ormai assodato che nemmeno un pasto di carta stampata assunto in posizione supina riesce a mozzarle l'alito gelato, non mi resta che far srotolare loro il piede di lingua e le dieci iarde di budella che celano nei loro corpi amorfi: spero siano pochi (o poche: del resto l'inconsistenza logica e' l'essenza di questo nulla), altrimenti il mattino avra' modo di frustarmi a suon di lance fotoniche schierate compatte contro il pulviscolo che non mi fara' respirare stanotte ne' domani; fenomeno unico nel suo genere, come danza giocoliera di metalli pesanti sfibrati vis-a-vis con le mosche, anch'esso trova spazio nella raccolta di impronte di pulci che mi saltano nell'orecchio senza sosta, e che per grazia ricevuta spero che si apprestino a sopprimersi, almeno in nome del divin Silenzio che altro non fa da ore se non urlare : ASCOLTAMI!
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2005.09.26@01.56
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in questa stanza pullula il disordine. non appena
riesco a trovare del senno per sistemare qualcosa secondo
un barlume riflesso della piu' pallida decenza, ecco che
inavvertitamente coinvolgo, loro malgrado, oggetti che per
loro disgrazia un destino crudele ha voluto finissero
nell'oblio proprio qui da me, nella Stanza Ombrosa e
Polverosa, dove la cultura entra stampata, lucida e
rilucentemente patinata, ma vede la luce solo ingiallita,
umidiccia e sforacchiata dagli acari che infestano ormai da
tempo ogni dove : non gli angoli, ma le superfici piu'
ampie del letto che mi tiene a riposo nelle ore in cui Lui
mi destina ad un inderogabile, dovuto riposo. avrei voluto
decidere Io quando riposare, ma e' da un po che egli mi
tiene soggiogato in una ebbra veglia volta
all'accelerazione del processo di invecchiamento di quelle
cellule che i loro gangli dovrebbero temere e rispettare, e
che invece essi deridono, e temo ormai si divertano a
buggerare tendendo ai latori del pensiero qualche sgambetto
ogni tanto, in modo da rendere ogni tanto piu' frizzante il
fluire di quel listato che cosi' meticolosamente mi sto
impegnando a rendere su questo foglio trovato * tra i tanti
altri che finalmente, avendo riempito il suo altrimenti
angosciante vuoto di senso, essendo stato abbandonato con
una facciata spoglia in balia del Nulla che ne' Io, ne Egli
vogliamo che sia, ne prima di andare al macero, ne
dopo.Amen
*e ora in questo testo da 1480 byte circa
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2005.01.13@12.47
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a common mistake we often perpetrate when expressing
concepts, is saying "i am" in the middle of a phrase
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2004.12.25@01.10
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there are moments we note the light is somewhat
dimmed by something dirtier
[theSunHasGoneWhileWeWereAway.jpg]
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2004.07.01@23.03
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i think the most of our love giving needs comes from
the fear of the unknown. if we had omnisciency we would
treat each others coldly and unneedfully
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2004.06.04@23.03
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may i break all the glass walls separating us all
from our realities...
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2004.04.08
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how much time of our lives spent in talking about
them.
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2004.02.14
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solitude silence is a chance to hear our inner crying
and to discover ability to confort ourselves by
self-comprehension
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2004.01.26
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(life is composed by drops falling upon us while we
dilatate out fingers and let it slide apart...
la vita
�composta da
gocce che ci piovono addosso mentre noi distendiamo le
dita e ce la facciamo scivolare via..
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2003.06.22
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spectators suite to the broadcaster as passivity
suites to parasites
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2003.01.09
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maybe the day the world will crumble down will be
when the mass spine bypass will definively cut us from
reality.Real happiness will be sweat, flesh and a breath
of fresh air.
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2002.11.30 22 pm
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The sense of life is the search of a sense in it.
//alternative version:
The meaning of life is the search for a meaning of
it.
//i'm undecided yet
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30 06 2002 02 am
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se credi che sia il mondo ad girare veloce allora
convinciti che sono solo le tue vertigini
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